Fjodor, il merluzzo svitato
Pål H. Christiansen: "Fjodor går bananas"
trad. Annalisa Maurantonio (cap.2)
2. Il mio nome è Fjodor
Il papà di Palle è un "riparatore".
Ripara tutto ciò che c'è da riparare,
dal Mar Caspio al Mar del Nord.
Dal Mar Rosso al Mar Morto.
A volte aggiusta anche casa.
"Non riesco ad aggiustare quel maccarello"
dice papà
e si mangia un piatto intero di maccarelli in salsa
in un sol boccone.
Papà sembra un po' furbetto
Mentre racconta quello che ha fatto
Recentemente.
Ha aiutato una balena
A ritrovare la strada per l'Inghilterra.
Ha liberato da un amo
la coda di una sogliola.
"Ho avuto abbastanza da fare", dice papà
e con le mani tamburella la pancia.
Ma qualcosa si muove nella borsa.
"Dimmi che cosa c'è li dentro !"
insiste Palle.
Papà mastica e pensa,
finge di non ascoltarlo.
"No, ora devo lavorare un po'",
risponde semplicemente e porta con sé la borsa
in officina.
Palle è deluso.
Papà si alza da tavola e se ne va
Senza fargli vedere cosa ha portato!
E per giunta Palle deve sparecchiare
La tavola da solo.
"Palle, puoi venire un attimo qui ?"
chiama all'improvviso il papà.
Ora è Palle che fa finta di non aver sentito.
Ma il papà si affaccia sulla porta.
"Ci sei, vero?", dice.
"Non vuoi venire a vedere cosa sto facendo ?"
L'officina è – a dir la verità –
Il posto più divertente che Palle conosca.
Ci sono motoseghe e cerotti.
Martelli e pinze e chiodini
Quasi invisibili.
Uno scaffale intero pieno di pietre
Provenienti dai fondali del Mar d'Oriente cinese.
"Certo, arrivo", dice Palle
e corre dal papà.
Papà apre con molta attenzione la borsa,
così Palle riesce a vedere.
Due occhi li fissano.
"Questo è Fjodor", dice il papà
e tira fuori un enorme merluzzo.
Fjodor si guarda intorno con i suoi grandi occhi.
Prima di tutto l'officina
E le cartoline sulle pareti.
Infine papà e Palle.
"Chi è il piccoletto laggiù"
dice Fjodor con uno sbadiglio.
"Lui è Palle", risponde papà.